Dichiarazione
di
Adesione
alla Professione di Fede Cattolica
della
‘Fraternità
Sacerdotale San Pio X’
Ma quand’anche noi stessi o un Angelo disceso dal
cielo,
Vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che
noi
Vi abbiamo predicato, sia scomunicato! (Gal 1, 8)
* * *
Aderisco, in
ogni sua parte, alla Professione di Fede Cattolica della Fraternità
Sacerdotale San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni,
pubblicata il 24 giugno 2026 a Menzingen, in Isvizzera.
Essa consta di
ventotto pagine. È divisa in XVII
sezioni e una Conclusione di quattro brevi articoli. È costituita da 154
articoli, in genere brevi, per un totale di venti pagine di testo e di sette
pagine di note, seguite dall’indice. Le
sezioni trattano praticamente di tutti gli aspetti fondamentali della dottrina
cattolica, elencando e confutando partitamente i numerosi errori che
attualmente la affliggono.
È un documento
che offre un quadro dottrinalmente completo della vastità terrificante della
crisi che, dal Concilio Ecumenico pastorale Vaticano II, sta sconvolgendo la
Chiesa nel suo stesso essere, mettendone in forse la sua stessa ragion
d’essere.
Per cogliere
tutta la portata, il senso e lo spirito di questo documento, indubbiamente
straordinario e di sicura rilevanza storica, la cosa migliore è riprodurne
l’ultima sezione, con la breve Conclusione.
“XVII. La crisi moderna e il dovere di professare la
fede.
143. Credo che la Chiesa, assistita dalla
Provvidenza divina, rimanga indefettibile fino alla fine dei secoli. La promessa di Cristo non può venir
meno: le porte dell’inferno non
prevarranno mai contro di essa.
144. Credo tuttavia che la storia della Chiesa
conosca periodi di prova, in cui la professione della vera fede risulta
gravemente compromessa, in cui gli errori si diffondono, in cui la disciplina
si indebolisce e in cui numerose anime vengono trascinate verso lo smarrimento.
145. Riconosco in particolare che gli errori
moderni rappresentano una minaccia temibile per l’intero ordine cattolico, e
che la loro penetrazione nella vita della Chiesa, grazie al Concilio Vaticano
II e alle riforme postconciliari, ha provocato una crisi di eccezionale gravità
: l’agnosticismo attacca la conoscenza
di Dio; il naturalismo attacca la
necessità della grazia; il soggettivismo attacca il fondamento soprannaturale
della fede; il relativismo attacca l’immutabilità del dogma; la morale
situazionista [o della situazione – ndR] attacca la legge divina; il
liberalismo attacca la regalità sociale di Cristo; il falso ecumenismo attacca
l’unicità della Chiesa; la collegialità e la sinodalità attaccano la
costituzione divina della Chiesa nella sua gerarchia; l’antropocentrismo
liturgico attacca il santo sacrificio della Messa.
146. L’attuale crisi non può quindi essere ridotta
a un semplice conflitto di sensibilità, di preferenze liturgiche o di scelte
pastorali. Essa tocca i fondamenti
stessi della fede e della morale, del sacerdozio e del culto, della Chiesa e
della regalità di Cristo.
147. Questi errori non rimangono astratti, ma
hanno prodotto frutti visibili :
indebolimento della predicazione dottrinale, svanimento dello spirito
missionario, banalizzazione del peccato, crisi della famiglia, rovina della
liturgia, perdita del senso di Dio, rarefazione delle vocazioni, apostasia
silenziosa delle nazioni cristiane e profonda confusione dei fedeli.
148. Ecco perché oggi non basta più affermare le
verità cattoliche in termini generali, senza denunciare parallelamente gli
errori che tentano di corromperle. La
carità verso le anime esige la chiarezza della verità totale, senza alcuna
ambiguità.
149. Questa crisi può essere superata solo attraverso
il ripristino di tutte le cose in Gesù Cristo, mediante il ritorno alla fede,
alla vita di grazia, al culto divino e alla ricerca della santità.
150. In queste dolorose circostanze, senza
giudicare nessuno né usurpare l’autorità della Chiesa, non posso fare a meno di
professare la fede la cui professione viene sminuita, di richiamare la
Tradizione che viene bandita, di difendere la morale, di custodire la liturgia,
di proclamare i diritti di Cristo.
Conclusione
151. Fedele alla Roma eterna che custodisce il
deposito trasmesso dagli Apostoli, voglio conservare integralmente questa
eredità, senza diminuzioni, senza alterazioni e senza timore, non come
un’opinione particolare nella Chiesa di oggi, ma come la fede ricevuta dalla
Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e romana.
152. Perché questa fede non mi appartiene: l’ho ricevuta per rimanerle fedele, per
viverla, trasmetterla e, se Dio lo chiede, soffrire per essa, nell’attesa
fiduciosa del trionfo della verità e della grazia, per la salvezza delle anime
e la gloria della Santissima Trinità.
153. Chiedo a Dio che mi mantenga saldo in questa
confessione fino all’ultimo istante della mia vita. Affido questa professione di fede
all’intercessione della Santissima Vergine Maria, dei santi Apostoli, dei
martiri, dei confessori e di tutti i santi che ci hanno preceduto nella fedeltà
a Cristo.
154. E nella speranza della risurrezione e della
vita del mondo a venire, affido la mia anima, la Chiesa e tutte le cose nelle
mani di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, a cui appartengono l’onore, la
gloria e la potenza nei secoli dei secoli.
Così sia”.
Che il Signore
protegga sempre la Fraternità Sacerdotale San Pio X e conceda a tutti
noi la Grazia della santa perseveranza nella vera fede sino alla fine,
fermamente sorretti dalla Sua promessa :
“Sii fedele sino alla morte e ti darò la corona della vita” (Apoc 2,
10).
Paolo Pasqualucci, cattolico.
29 giugno
2026, S. Pietro e S. Paolo Apostoli.
Dichiarazione
di
Adesione
alla Professione di Fede Cattolica
della
‘Fraternità
Sacerdotale San Pio X’
Ma quand’anche noi stessi o un Angelo disceso dal
cielo,
Vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che
noi
Vi abbiamo predicato, sia scomunicato! (Gal 1, 8)
* * *
Aderisco, in
ogni sua parte, alla Professione di Fede Cattolica della Fraternità
Sacerdotale San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni,
pubblicata il 24 giugno 2026 a Menzingen, in Isvizzera.
Essa consta di
ventotto pagine. È divisa in XVII
sezioni e una Conclusione di quattro brevi articoli. È costituita da 154
articoli, in genere brevi, per un totale di venti pagine di testo e di sette
pagine di note, seguite dall’indice. Le
sezioni trattano praticamente di tutti gli aspetti fondamentali della dottrina
cattolica, elencando e confutando partitamente i numerosi errori che
attualmente la affliggono.
È un documento
che offre un quadro dottrinalmente completo della vastità terrificante della
crisi che, dal Concilio Ecumenico pastorale Vaticano II, sta sconvolgendo la
Chiesa nel suo stesso essere, mettendone in forse la sua stessa ragion
d’essere.
Per cogliere
tutta la portata, il senso e lo spirito di questo documento, indubbiamente
straordinario e di sicura rilevanza storica, la cosa migliore è riprodurne
l’ultima sezione, con la breve Conclusione.
“XVII. La crisi moderna e il dovere di professare la
fede.
143. Credo che la Chiesa, assistita dalla
Provvidenza divina, rimanga indefettibile fino alla fine dei secoli. La promessa di Cristo non può venir
meno: le porte dell’inferno non
prevarranno mai contro di essa.
144. Credo tuttavia che la storia della Chiesa
conosca periodi di prova, in cui la professione della vera fede risulta
gravemente compromessa, in cui gli errori si diffondono, in cui la disciplina
si indebolisce e in cui numerose anime vengono trascinate verso lo smarrimento.
145. Riconosco in particolare che gli errori
moderni rappresentano una minaccia temibile per l’intero ordine cattolico, e
che la loro penetrazione nella vita della Chiesa, grazie al Concilio Vaticano
II e alle riforme postconciliari, ha provocato una crisi di eccezionale gravità
: l’agnosticismo attacca la conoscenza
di Dio; il naturalismo attacca la
necessità della grazia; il soggettivismo attacca il fondamento soprannaturale
della fede; il relativismo attacca l’immutabilità del dogma; la morale
situazionista [o della situazione – ndR] attacca la legge divina; il
liberalismo attacca la regalità sociale di Cristo; il falso ecumenismo attacca
l’unicità della Chiesa; la collegialità e la sinodalità attaccano la
costituzione divina della Chiesa nella sua gerarchia; l’antropocentrismo
liturgico attacca il santo sacrificio della Messa.
146. L’attuale crisi non può quindi essere ridotta
a un semplice conflitto di sensibilità, di preferenze liturgiche o di scelte
pastorali. Essa tocca i fondamenti
stessi della fede e della morale, del sacerdozio e del culto, della Chiesa e
della regalità di Cristo.
147. Questi errori non rimangono astratti, ma
hanno prodotto frutti visibili :
indebolimento della predicazione dottrinale, svanimento dello spirito
missionario, banalizzazione del peccato, crisi della famiglia, rovina della
liturgia, perdita del senso di Dio, rarefazione delle vocazioni, apostasia
silenziosa delle nazioni cristiane e profonda confusione dei fedeli.
148. Ecco perché oggi non basta più affermare le
verità cattoliche in termini generali, senza denunciare parallelamente gli
errori che tentano di corromperle. La
carità verso le anime esige la chiarezza della verità totale, senza alcuna
ambiguità.
149. Questa crisi può essere superata solo attraverso
il ripristino di tutte le cose in Gesù Cristo, mediante il ritorno alla fede,
alla vita di grazia, al culto divino e alla ricerca della santità.
150. In queste dolorose circostanze, senza
giudicare nessuno né usurpare l’autorità della Chiesa, non posso fare a meno di
professare la fede la cui professione viene sminuita, di richiamare la
Tradizione che viene bandita, di difendere la morale, di custodire la liturgia,
di proclamare i diritti di Cristo.
Conclusione
151. Fedele alla Roma eterna che custodisce il
deposito trasmesso dagli Apostoli, voglio conservare integralmente questa
eredità, senza diminuzioni, senza alterazioni e senza timore, non come
un’opinione particolare nella Chiesa di oggi, ma come la fede ricevuta dalla
Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e romana.
152. Perché questa fede non mi appartiene: l’ho ricevuta per rimanerle fedele, per
viverla, trasmetterla e, se Dio lo chiede, soffrire per essa, nell’attesa
fiduciosa del trionfo della verità e della grazia, per la salvezza delle anime
e la gloria della Santissima Trinità.
153. Chiedo a Dio che mi mantenga saldo in questa
confessione fino all’ultimo istante della mia vita. Affido questa professione di fede
all’intercessione della Santissima Vergine Maria, dei santi Apostoli, dei
martiri, dei confessori e di tutti i santi che ci hanno preceduto nella fedeltà
a Cristo.
154. E nella speranza della risurrezione e della
vita del mondo a venire, affido la mia anima, la Chiesa e tutte le cose nelle
mani di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, a cui appartengono l’onore, la
gloria e la potenza nei secoli dei secoli.
Così sia”.
Che il Signore
protegga sempre la Fraternità Sacerdotale San Pio X e conceda a tutti
noi la Grazia della santa perseveranza nella vera fede sino alla fine,
fermamente sorretti dalla Sua promessa :
“Sii fedele sino alla morte e ti darò la corona della vita” (Apoc 2,
10).
Paolo Pasqualucci, cattolico.
29 giugno
2026, S. Pietro e S. Paolo Apostoli.
Dichiarazione
di
Adesione
alla Professione di Fede Cattolica
della
‘Fraternità
Sacerdotale San Pio X’
Ma quand’anche noi stessi o un Angelo disceso dal
cielo,
Vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che
noi
Vi abbiamo predicato, sia scomunicato! (Gal 1, 8)
* * *
Aderisco, in
ogni sua parte, alla Professione di Fede Cattolica della Fraternità
Sacerdotale San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni,
pubblicata il 24 giugno 2026 a Menzingen, in Isvizzera.
Essa consta di
ventotto pagine. È divisa in XVII
sezioni e una Conclusione di quattro brevi articoli. È costituita da 154
articoli, in genere brevi, per un totale di venti pagine di testo e di sette
pagine di note, seguite dall’indice. Le
sezioni trattano praticamente di tutti gli aspetti fondamentali della dottrina
cattolica, elencando e confutando partitamente i numerosi errori che
attualmente la affliggono.
È un documento
che offre un quadro dottrinalmente completo della vastità terrificante della
crisi che, dal Concilio Ecumenico pastorale Vaticano II, sta sconvolgendo la
Chiesa nel suo stesso essere, mettendone in forse la sua stessa ragion
d’essere.
Per cogliere
tutta la portata, il senso e lo spirito di questo documento, indubbiamente
straordinario e di sicura rilevanza storica, la cosa migliore è riprodurne
l’ultima sezione, con la breve Conclusione.
“XVII. La crisi moderna e il dovere di professare la
fede.
143. Credo che la Chiesa, assistita dalla
Provvidenza divina, rimanga indefettibile fino alla fine dei secoli. La promessa di Cristo non può venir
meno: le porte dell’inferno non
prevarranno mai contro di essa.
144. Credo tuttavia che la storia della Chiesa
conosca periodi di prova, in cui la professione della vera fede risulta
gravemente compromessa, in cui gli errori si diffondono, in cui la disciplina
si indebolisce e in cui numerose anime vengono trascinate verso lo smarrimento.
145. Riconosco in particolare che gli errori
moderni rappresentano una minaccia temibile per l’intero ordine cattolico, e
che la loro penetrazione nella vita della Chiesa, grazie al Concilio Vaticano
II e alle riforme postconciliari, ha provocato una crisi di eccezionale gravità
: l’agnosticismo attacca la conoscenza
di Dio; il naturalismo attacca la
necessità della grazia; il soggettivismo attacca il fondamento soprannaturale
della fede; il relativismo attacca l’immutabilità del dogma; la morale
situazionista [o della situazione – ndR] attacca la legge divina; il
liberalismo attacca la regalità sociale di Cristo; il falso ecumenismo attacca
l’unicità della Chiesa; la collegialità e la sinodalità attaccano la
costituzione divina della Chiesa nella sua gerarchia; l’antropocentrismo
liturgico attacca il santo sacrificio della Messa.
146. L’attuale crisi non può quindi essere ridotta
a un semplice conflitto di sensibilità, di preferenze liturgiche o di scelte
pastorali. Essa tocca i fondamenti
stessi della fede e della morale, del sacerdozio e del culto, della Chiesa e
della regalità di Cristo.
147. Questi errori non rimangono astratti, ma
hanno prodotto frutti visibili :
indebolimento della predicazione dottrinale, svanimento dello spirito
missionario, banalizzazione del peccato, crisi della famiglia, rovina della
liturgia, perdita del senso di Dio, rarefazione delle vocazioni, apostasia
silenziosa delle nazioni cristiane e profonda confusione dei fedeli.
148. Ecco perché oggi non basta più affermare le
verità cattoliche in termini generali, senza denunciare parallelamente gli
errori che tentano di corromperle. La
carità verso le anime esige la chiarezza della verità totale, senza alcuna
ambiguità.
149. Questa crisi può essere superata solo attraverso
il ripristino di tutte le cose in Gesù Cristo, mediante il ritorno alla fede,
alla vita di grazia, al culto divino e alla ricerca della santità.
150. In queste dolorose circostanze, senza
giudicare nessuno né usurpare l’autorità della Chiesa, non posso fare a meno di
professare la fede la cui professione viene sminuita, di richiamare la
Tradizione che viene bandita, di difendere la morale, di custodire la liturgia,
di proclamare i diritti di Cristo.
Conclusione
151. Fedele alla Roma eterna che custodisce il
deposito trasmesso dagli Apostoli, voglio conservare integralmente questa
eredità, senza diminuzioni, senza alterazioni e senza timore, non come
un’opinione particolare nella Chiesa di oggi, ma come la fede ricevuta dalla
Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e romana.
152. Perché questa fede non mi appartiene: l’ho ricevuta per rimanerle fedele, per
viverla, trasmetterla e, se Dio lo chiede, soffrire per essa, nell’attesa
fiduciosa del trionfo della verità e della grazia, per la salvezza delle anime
e la gloria della Santissima Trinità.
153. Chiedo a Dio che mi mantenga saldo in questa
confessione fino all’ultimo istante della mia vita. Affido questa professione di fede
all’intercessione della Santissima Vergine Maria, dei santi Apostoli, dei
martiri, dei confessori e di tutti i santi che ci hanno preceduto nella fedeltà
a Cristo.
154. E nella speranza della risurrezione e della
vita del mondo a venire, affido la mia anima, la Chiesa e tutte le cose nelle
mani di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, a cui appartengono l’onore, la
gloria e la potenza nei secoli dei secoli.
Così sia”.
Che il Signore
protegga sempre la Fraternità Sacerdotale San Pio X e conceda a tutti
noi la Grazia della santa perseveranza nella vera fede sino alla fine,
fermamente sorretti dalla Sua promessa :
“Sii fedele sino alla morte e ti darò la corona della vita” (Apoc 2,
10).
Paolo Pasqualucci, cattolico.
29 giugno
2026, S. Pietro e S. Paolo Apostoli.
Comments
Post a Comment